Farmacia comunale vince la logica della collaborazione
In merito alla vicenda del concorso per un posto da famacista riguardante la farmacia comunale di Camerino interviene anche la Federeazione ordine farmacisti italiani e il presidente Andrea Mandelli ha diramato il seguente comunicato.
“Prendiamo atto con soddisfazione e apprezziamo la decisione del Comune di Camerino di riconsiderare l’istituzione di un albo dei farmacisti trovando così una soluzione che tenga conto delle considerazioni formulate dalla Federazione degli Ordini, in merito all’impossibilità di selezionare sulla base del solo criterio del ribasso sul compenso orario” dice il presidente della FOFI, Senatore Andrea Mandelli.
La decisione di sottoporre nuovamente la questione alle determinazioni della Giunta comunale dimostra lo spirito propositivo dell’Amministrazione e, in prima persona, del Sindaco che ringraziamo per aver tenuto un comportamento improntato alla leale collaborazione, che sempre deve ispirare i rapporti tra le pubbliche amministrazioni. “E’ importante che si sia giunti alla conclusione di questa vicenda nel segno della collaborazione e del confronto” aggiunge il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Macerata, Luciano Diomedi, ( nella foto )

“modalità che sono certo permette il rispetto delle prerogative professionali e le necessità della pubblica amministrazione, a tutto vantaggio del servizio offerto ai cittadini”.
Quindi sembra risolta nei migliori dei modi la vicenda che ha tenuto banco nel periodo pasquale.
(Articolo precedente)
Continua a far discutere il metodo di valutazione “al ribasso”dalla graduatoria di farmacisti cui attingere, per esigenze organizzative di carattere temporaneo, alfine di garantire la continuità del servizio della Farmacia comunale di Camerino nel periodo 1 aprile 2016- 31 marzo 2018. Un avviso per l’istituzione dell’apposito Albo era stato pubblicato dall’amministrazione camerte lo scorso 2 marzo. A sollevare la questione, rivolgendosi all’ordine dei farmacisti e contestando il metodo di selezione dei farmacisti che ne svilirebbe la professione, erano stati la farmacista Annalisa Lebboroni e il suo collega, segretario del Pd e consigliere comunale Andrea Caprodossi.
Pronta la risposta del presidente dell’Ordine dei farmacisti di Macerata Luciano Diomedi che aveva definito “ un’assurdità l’indicare come requisito discriminante per la stesura della graduatoria di aspiranti collaboratori pro-tempore, quello del corrispettivo più basso offerto dai professionisti.“
“Trattandosi di accuse provenienti dall’ordine dei farmacisti – ha risposto il sindaco Pasqui-,
invece di ricorrere subito alla stampa, avrei preferito che vi fosse stato preventivamente un confronto nelle sedi istituzionali. Detto questo- ha aggiunto il primo cittadino- mi permetto di sottolineare che il presidente Diomedi ha prima inviato il suo comunicato alla stampa e, solo successivamente, al Comune di Camerino oltretutto, in un orario in cui gli uffici erano chiusi.
Fermo restando che il bando è perfettamente regolare e in linea con la normativa nazionale, resto aperto al dialogo con l’ordine dei farmacisti per discutere di come migliorare eventuali percorsi da farsi insieme, ma chiaramente sono operazioni da portare avanti nelle sedi istituzionali”
“L’amministrazione comunale- ha proseguito Pasqui- sta cercando di vedere se vi siano i parametri finanziari per l’assunzione di un farmacista a tempo indeterminato. Lo scorso anno tali parametri sussistevano tanto che è stato fatto un concorso,per il quale tuttavia la commissione non ha ritenuto di assegnare il posto, non essendo risultato idoneo alcuno dei candidati. Diversi giorni fa è stata anche inviata richiesta al comune di Porto San Giorgio, per chiedere l’autorizzazione ad attingere nella graduatoria ufficiale per la selezione di un farmacista da assumere con contratto a tempo determinato. Infine, come utile supporto da utilizzare in caso di necessità, si è anche pensato ad una graduatoria per le partite iva ( il contestato bando ), nella convinzione che non vi fosse alcun atto lesivo della categoria, anche perché è la terza volta che utilizziamo un metodo simile. Mi chiedo- continua Pasqui- perché il presidente Diomedi non abbia sollevato già due o tre anni fa la questione?

Da parte mia- ha concluso Pasqui- non solo non c’è polemica, ma intendo esprimere la mia vicinanza all’ordine mettendomi a completa disposizione per dialogare su soluzioni alternative e ritengo che anziché dialogare a mezzo stampa, il confronto debba avvenire tra persone che ricoprono dei ruoli istituzionali nell’interesse del prossimo”.
Ma la discussione è proseguita anche a livello nazionale con un commento arrivato anche da parte del presidente della Fofi Andrea Mandelli, secondo il quale: “È preoccupante che una pubblica amministrazione selezioni professionisti sanitari, destinati al costante contatto con i cittadini, e quindi con un rapporto fiduciario con il paziente e chi se ne prende cura, con gli stessi criteri del massimo ribasso che si riservano all’acquisizione di beni di consumo o a servizi di supporto”
“La Federazione ritiene che, oltre a essere mortificante per il professionista, questa modalità non rispetti quanto prevede l’attuale normativa in fatto di rapporti di collaborazione tra pubbliche amministrazioni e professionisti”. Normativa che, ricorda Mandelli, non prevede in alcun modo la possibilità di affidare incarichi professionali con la stipula di contratti di lavoro autonomo selezionando i concorrenti in base al criterio del prezzo più basso: sono invece richieste specifiche competenze professionali, che devono essere accertate nell’ambito di una selezione pubblica con criteri predeterminati nel relativo bando.“Ci auguriamo – conclude il presidente Mandelli- che il Comune di Camerino voglia ritirare questo provvedimento e seguire una via che premi il merito di chi si candida a operare, sia pure temporaneamente, in un presidio importante per la cittadinanza come la farmacia”.
Sulla questione ha ritenuto di intervenire anche la Scuola del farmaco e dei Prodotti della salute dell’Università di Camerino definendo mortificante per i professionisti della salute che la Scuola prepara, una selezione che va in direzione esattamente opposta al riconoscimento del merito, cruciale in tutti gli ambiti, ma sopratutto in un presidio essenziale per la salute della cittadinanza come la farmacia.”

“ La Scuola di Scienze del farmaco dell’Università di Camerino- spiega il direttore prof. Francesco Amenta-
intende rappresentare la sua preoccupazione per questa scelta dell’amministrazione comunale. In effetti, con tutto il rispetto per l’autonomia e le scelte delle amministrazioni a ciò preposte- precisa Amenta- il criterio principale stabilito dal comune per la selezione, è nel compenso più basso, il che, a nostro avviso, va a mortificare dei professionisti che, tra l’altro, collaborano insieme a tutto il resto del sistema nazionale sanitario alla tutela della salute dei cittadini. Che tutela della salute dei cittadini debba significare che tutto debba costare meno, ci lascia perplessi - continua il prof. Amenta-; il nostro intervento è stato ispirato dalla contingenza di questo provvedimento ma, più in generale, anche dalla considerazione di una sanità che deve guardare alle esigenze del cittadino, senz’altro risparmiando, perché non è giusto e non è corretto che vi siano degli sprechi, ma senza andare nella direzione che meglio sia tutto ciò che costa meno”
Carla Campetella
La fiducia nella Misericordia. Messaggio pasquale dell'arcivescovo Brugnaro
La Pasqua di quest’anno giubilare ci trova inseriti da tempo e con impegno pubblico e personale nel comprendere la misericordia e nel viverne il rinnovamento esistenziale che essa comporta. Il Papa Francesco richiama continuamente i frutti spirituali e corporali che si attende dai fedeli e dalla Chiesa come occasione felice di grazia e di conversione sia per l’annuncio del Vangelo, sia perché i cristiani siano nel mondo testimoni dell’amore di Cristo e rispondano ai mali contemporanei con una carità coraggiosa e fedele fino al martirio.
Che cosa mette in evidenza la Pasqua? Essa è il compimento della Promessa di Dio fatta fin dall’inizio della storia d’Israele. Nella morte e risurrezione di Gesù ogni uomo trova la salvezza.
( nella foto sotto, Il vescovo Brugnaro e don Marco Gentilucci in occasione dell'incontro con i detenuti di Camerino )

Questa fedeltà alla promessa si realizza in un racconto umile ma ricco di speranza per l’umanità. Uno dei due ladroni che è in croce con Gesù, riconoscendone l’innocenza – Egli «non ha fatto nulla di male…» (Lc 22,41-43) – compie un passo inaudito e decisivo per lui e per tutti: egli si fida dell’uomo in croce dicendogli: «Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Ottiene così la risposta di Gesù, del Figlio della Misericordia: «In verità ti dico: oggi con me sarai in paradiso» Appena il Paradiso è riaperto, il primo ad entrare per quella porta è un ladro! Per accedere alla salvezza, egli non ha fatto altro che fidarsi di Gesù!
Questa fiducia è sorretta e motivata innanzitutto dalla fedeltà di Dio che qualifica Sé stesso come Colui che è degno di fede, «l’Amen, il testimone fedele e verace» (Ap 3,14), Colui cioè che è credibile perché mantiene la parola data e, allo stesso tempo, perché suscita la fiducia negli altri. Infatti, la carità, cioè l’Amore che è il nome stesso di Dio «tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (1Cor 13,7).
L’amore tutto copre non nel senso di ignorare o di non vedere il male, ma di scusare il peccatore, di offrirgli una nuova possibilità di futuro. Quando Gesù sulla croce pronuncia le parole: «Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34) non intende giustificare la gravità dell’azione che i suoi crocifissori hanno compiuto, ma afferma la loro incapacità a comprenderne la portata e ne attenua la responsabilità morale e storica.
L’amore tutto crede non perché il credente debba essere un credulone, ma perché sa fidarsi della fedeltà di Dio, consapevole di essere da Lui infinitamente amato. Questa fiducia nella misericordia infinita del Signore può indurre guarigioni e conversioni che altrimenti non avverrebbero. Dare fiducia è lo strumento più efficace per guarire le ferite, sebbene si corra il rischio che l’altro possa approfittarne. Ma è meglio sbagliare nel dare fiducia, come il padre buono della parabola del figlio prodigo (Lc 15) che sbagliare trattenendola o negandola.
L’amore tutto spera; il suo contrario è la disperazione. Il cristiano non dispera mai, perché oggetto della sua speranza non sono le cose passeggere o le relazioni interpersonali transitorie, bensì la fedeltà di Dio che fonda ogni altra relazione e che volge al bene ogni cosa, anche il male. La speranza del cristiano è rocciosa, sa gioire delle cose che vanno bene e non si scoraggia per quelle che vanno male.
( nella foto un momento della messa Crismale di giovedì 24 marzo )

Infine, l’amore tutto sopporta non solo perché sa attendere con pazienza e fede indefettibile, ma perché è capacità di condivisione, di convivialità, di partecipazione coinvolta alla vicenda dell’altro. Sopportare significa accettare di farsi carico del fardello altrui, di prenderne parte condividendone le gioie, le attese, le sofferenze, i fallimenti. È un verbo straordinario, perché richiama fortemente la vita del Cristo, la Sua compassione capace di farsi peccato per noi e di soffrire per sottrarci al potere della morte.
Con la rinnovata consapevolezza di poter accedere, attraverso la Porta santa, a questo Amore fedele e credibile, desidero raggiungere ogni Famiglia, giovane, anziano, bambino, adolescente con l’augurio festoso di fare esperienza della vera Pasqua, di questo passaggio nella Misericordia del Signore, nostra salvezza.
Con sentimenti di viva cordialità, auguro a tutti una Buona Pasqua!
+ Francesco Giovanni,
Arcivescovo
Farmacia Comunale- Interviene la Scuola di Scienze del Farmaco Unicam
LA SCUOLA DI SCIENZE DEL FARMACO E DEI PRODOTTI DELLA SALUTE DELL’UNIVERSITA’ DI CAMERINO, INTERVIENE A PROPOSITO DELL’AVVISO DEL COMUNE DI CAMERINO PER L’ISTITUZIONE DI UN ALBO DEI FARMACISTI PER IL PERIODO 1° APRILE 2016- 31 MARZO 2018, CUI ATTINGERE PER ESIGENZE ORGANIZZATIVE DI CARATTERE TEMPORANEO AL FINE DI GARANTIRE LA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO DELLA FARMACIA COMUNALE
“Facendo riferimento all’avviso del Comune di Camerino per l’istituzione di un albo dei farmacisti per il periodo 1° aprile 2016- 31 marzo 2018 “cui attingere per esigenze organizzative di carattere temporaneo al fine di garantire la continuità del servizio della farmacia comunale”- si legge nel comunicato-, la Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute dell'Università di Camerino, ritiene preoccupante che una Pubblica Amministrazione selezioni professionisti sanitari, destinati ad un rapporto fiduciario con il paziente e con chi lo assiste, con criteri del massimo ribasso, di norma applicati nel passato – e con risultati tali da averne di recente imposto una modifica - all’acquisto di beni di consumo o servizi di supporto.
Il fatto che la selezione prevista dal Bando dell'Amministrazione si basi esclusivamente sulcriterio del "prezzo più basso" è mortificante per i professionisti della salute che la Scuola prepara, e va in direzione esattamente opposta al riconoscimento del merito, cruciale in tutti gli ambiti, ma sopratutto in un presidio essenziale per la salute della cittadinanza come la farmacia.”
Caldarola, nuovo auditorium "Rita Staffolani"
Caldarola ha un nuovo "auditorium", inaugurato giovedì 24 marzo e intitolato a Rita Staffolani. All'interno del nuovo auditorium, situato nel palazzo dei cardinali Pallotta, sede del comune, è stata anche allestita una mostra con foto, diapositive, filmati per celebrare i 50 anni della Via Crucis del Venerdì Santo, manifestazione ideata nella Pasqua del 1966 dall'allora parroco don Paolo Mercorelli. "Un 'opera iniziata dalla precedente amministrazione e che abbiamo voluto completare – le parole del sindaco Luca Giuseppetti – Lo abbiamo voluto intitolare a Rita Staffolani, scomparsa due anni orsono, non solo perchè ricopriva la carica di vice sindaco, ma anche perchè Rita è stata per Caldarola un punto di riferimento. Rita aveva dalla sua una positività, un senso di ascolto ed un sorriso che non l'ha mai abbandonata, neppure nei momenti più difficili della malattia. Noi vogliamo ricordare così il suo sorriso e la sua opera".
Il sindaco Giuseppetti e Giuseppina Roselli, mamma di Rita

Gaetano Pesaresi ricorda sua moglie Rita Staffolani

"Non cancelliamo i piccoli comuni, uniamo i servizi"
Passano i giorni ma a tenere banco è ancora la fusione tra comuni. A fronte di un fenomeno in crescita che sta affascinando i primi cittadini di piccoli comuni in difficoltà a causa dei famigerati tagli, a fronte di percorsi già avviati da qualche amministrazione, c’è chi, pur convinto della bontà di razionalizzare servizi, dice no alla soppressione delle piccole bandiere e alla cancellazione dei consigli comunali. “ Aiutiamo i piccoli comuni a vivere, non a morire- afferma il presidente dell’unione montana Alte Valli del Potenza e dell’Esino Gianluca Chiappa, secondo il quale, strada percorribile è quella dell’associazionismo dei servizi. “ Con tutto il rispetto per i percorsi associativi che stanno nascendo nel territorio dei Monti Azzurri e senza entrare nello specifico delle legittime scelte di quelle amministrazioni comunali- spiega Chiappa-, in termini generali la mia paura è che per i Comuni la fusione sia solo una sorta di palliativo nel breve. Magari si pensa di poter accedere a qualche contributo e, probabilmente, nel piatto della discussione la regione qualche euro lo mette, ma credo che non costituisca una soluzione organica e duratura nel tempo dei problemi che ormai affliggono, in maniera molto grave, i cosiddetti piccoli comuni. Continuo ad essere convinto – prosegue Chiappa- che la soluzione migliore, soprattutto in aree montane, a scarsa densità demografica ma con ampia superficie da conservare e dove garantire servizi, sia l’associazionismo dei servizi in un contenitore come l'Unione montana. Magari la strada sarà più faticosa nel breve, ma nel medio e nel lungo periodo potrà con tutta probabilità rivelarsi come la soluzione che paga di più . D'altra parte – sottolinea- io non credo nelle fusioni finalizzate alla cancellazione del Comune. La nostra storia, la nostra identità storica è fondata sui piccoli comuni; ogni piccolo borgo ha il suo teatro, le sue opere d'arte, le sue bellezze. Dobbiamo dunque lavorare nella rete, non nella cancellazione, perché se percorriamo questa strada delle fusioni senza riflettere, sono convinto che tra 10 anni quello che oggi è un piccolo comune diventerà la periferia di quartiere di un grande agglomerato e si ritroverà con gli stessi problemi che oggi ha qualche quartiere di Roma o di Milano, svantaggiato e totalmente abbandonato”.
“Fino a poco tempo fa piccolo era bello -spiega ancora il presidente Chiappa- eppure i latini ci insegnano che la virtù sta nel mezzo e allora, probabilmente la soluzione migliore è l'unione, con la conservazione della bandiera del piccolo borgo, ma con un sistema più adatto a gestire in una situazione globale i servizi erogati ai cittadini. Affrontando il problema da cittadino posso fare questo esempio: se abito in un piccolo comune e vado in municipio 4- 5 volte all'anno, per me l'importante è ottenere la garanzia del servizio che chiedo e la risposta più veloce possibile alla mia esigenza. Per essere ancora più pratici: se vado a rinnovare la carta d'identità o a chiedere un certificato di esistenza in vita, o qualsiasi altra modulistica e trovo anche soltanto una persona che fa da front- office e che risponde alle mie esigenze, quel Comune ha mantenuto la sua identità storica, ha risposto alla mia esigenza di servizio. Magari quel comune ha soltanto un addetto e, di conseguenza, dei costi di gestione assorbibili che non porteranno quell'amministrazione comunale ad aumentare le tasse locali. Un fenomeno che nessuno cita infatti è che questo sistema che noi stiamo cercando di tenere in piedi, oggi si regge sulla tassazione locale, cresciuta in maniera esagerata ed esasperante per i cittadini. Dobbiamo dunque abbassare la spesa corrente del sistema, cercando nel contempo di salvaguardare il più possibile i servizi che eroghiamo. Io continuo a pensare che attraverso l'associazione, tutto questo sia perlomeno un percorso percorribile –conclude- e con dei risultati che potrebbero essere anche interessanti”.
Carla Campetella
Maltempo: danni per milioni di euro in provincia di Macerata. Chiesto lo stato di emergenza
MALTEMPO. CHIESTO DAL PRESIDENTE PETTINARI ALLA REGIONE MARCHE LO STATO DI EMERGENZA
Le intense precipitazioni hanno provocato estese esondazioni mettendo a rischio diversi nuclei abitati. Danni per milioni di euro
Nella giornata di ieri, come in tutta la regione Marche, la provincia di Macerata è stata interessata da intense e prolungate precipitazioni che hanno determinato situazioni di criticità su tutto il territorio. Le precipitazioni rilevate hanno indicato valori tra i 70 e i 90 mm di pioggia caduta nell’arco di 24 ore. La zona montana è stata contestualmente interessata da nevicate con spessori del manto che hanno oscillato tra i 20-40 cm. Tutto ciò ha determinato eventi di piena dell’intero reticolo idrografico ed in particolare le portate del F. Chienti sono state influenzate anche dai forzosi rilasci della diga Le Grazie che ha immesso nell’alveo fluviale quantitativi di circa 110 metri cubi di acqua al secondo. I fiumi Chienti e Potenza hanno esondato nei tratti medio-vallivi in più punti. Esondazioni estese sono state provocate anche dal T. Monocchia e dal T. Asola.
Nel comune di Morrovalle si è avuta la situazione più critica a causa dello straripamento del T.Trodica che, insieme ad altri corsi minori, ha comportato l’allagamento di diversi nuclei abitati. La rete stradale provinciale è stata tutta interessata in maniera più o meno intensa; la superstrada SS77 in prossimità del cavalcavia dell’autostrada A/14 è stata chiusa al transito dalle prime ore della giornata fino a tarda serata. Diverse strade provinciali sono state chiuse temporaneamente al transito in quanto impercorribili a causa di allagamenti, colate di fango, frane o caduta di alberi. La Provincia è immediatamente intervenuta sulla rete viaria di propria competenza ripristinando con immediatezza le condizioni di sicurezza e transitabilità su tutte le strade a rischio. Lungo il fiume Potenza, in corrispondenza della località Chiarino, nel comune di Recanati, è stato eseguito un pronto intervento idraulico per ovviare ad una intensa erosione fluviale che minacciava opere pubbliche e proprietà private. Il Presidente della Provincia, intervenuto sin dalle prime ore dell’alba di ieri, ha disposto l’apertura della SOI provinciale (Sala Operativa Integrata) per monitorare gli eventi in corso. Successivamente, vista la situazione, ha provveduto a convocare il Comitato Provinciale di Protezione Civile per concordare con tutte le Istituzioni interessate le azioni da intraprendere nell’immediato. In tale riunione il Presidente Pettinari ha proposto di chiedere alla Regione Marche il riconoscimento dello stato di emergenza per il territorio provinciale i cui danni ammonterebbero a diversi milioni di euro.
Farmacia comunale, la politica non c'entra
Continua a tenere banco a Camerino la questione del bando emesso dall'amministrazione per l'assunzione di personale alla farmacia comunale. Dibattito a distanza fra il sindaco Gianluca Pasqui e il consigliere di minoranza Andrea Caprodossi, che insieme alla dott.ssa Annalisa Lebboroni, replicano alla risposta del primo cittadino.
Ci sembra doveroso precisare con amarezza al Signor Sindaco che, nella questione del bando per la farmacia comunale, la politica non c’entra nulla. Si tratta, bensì, di rispetto e di dignità per il farmacista, figura professionale responsabile della salute dei pazienti, figura altamente specializzata con un percorso formativo di 5 anni di Laurea magistrale e il superamento di un Esame di Stato. La questione sta avendo una rilevanza nazionale: è chiaro a tutti che siamo di fronte a un nuovo “Caso Camerino” (ne parlano tutti i giornali online di settore, da “farmacista 33” a “quelli che..la farmacia”). Nonostante questo, il Sindaco, anziché prendere coscienza che si tratta di saper gestire un’attività legata alla salute dei cittadini e fare un ormai doveroso passo indietro, parla di fantomatici attacchi politici. Lunedì 21 marzo, il Presidente Nazionale dell’Ordine dei Farmacisti, il Dottor Andrea Mandelli, riguardo il bando pubblicato da Pasqui, si esprime in questi termini: «È preoccupante che una pubblica amministrazione selezioni professionisti sanitari, destinati al costante contatto con i cittadini, e quindi con un rapporto fiduciario con il paziente e chi se ne prende cura, con gli stessi criteri del massimo ribasso che si riservano all'acquisizione di beni di consumo o a servizi di supporto». I timori di Mandelli e, più in generale della Fofi (federazione ordini farmacisti italiani) nascono dal fatto che la selezione è a tutti gli effetti una gara al ribasso, dal momento che l'unico fattore indicato dal Comune consiste nel “prezzo orario richiesto" per la prestazione professionale. Insomma, in un momento in cui i cittadini pretendono sempre più meritocrazia dalla pubblica amministrazione, il Comune di Camerino sceglie di percorrere la strada della “svendita” professionale, specialmente in un settore così importante perché legato alla salute di tutti. «La Federazione», si legge, inoltre, in un comunicato, «ritiene che, oltre a essere mortificante per il professionista, questa modalità non rispetti quanto prevede l'attuale normativa in fatto di rapporti di collaborazione tra pubbliche amministrazioni e professionisti. Sulla base di questa disciplina non è in alcun modo prevista la possibilità di affidare incarichi professionali con la stipula di contratti di lavoro autonomo selezionando i concorrenti in base al "criterio del prezzo più basso". Sono, infatti, richieste specifiche competenze professionali che devono essere accertate nell'ambito di una selezione pubblica con criteri predeterminati nel relativo bando». «Ci auguriamo» conclude il presidente Mandelli «che il Comune di Camerino voglia ritirare questo provvedimento e seguire una via che premi il merito di chi si candida a operare, sia pure temporaneamente, in un presidio importante per la cittadinanza come la farmacia». Sarebbe questo l’attacco politico, Signor Sindaco? Perché, se la risposta fosse affermativa, dovremmo ricordarle che il Presidente Mandelli è Senatore ed esponente di spicco di Forza Italia, Partito in cui lei ha militato per anni e di cui non ha mai preso le distanze. Purtroppo, senza scomodare giochi ed equilibrismi politici, che servono solo a buttare fumo negli occhi, dobbiamo bruscamente tornare alla realtà di un’amministrazione comunale sempre più caratterizzata da incapacità gestionale e da una mancanza totale di autocritica. In più, questa cieca ostinazione sta esponendo, ancora una volta, il Comune alle critiche di tutta Italia, mettendo in pericolo la funzionalità di un servizio essenziale, qual è la Farmacia, e denigrando indirettamente il buon nome della stessa Facoltà di Farmacia dell’Università. E proprio a questo proposito, lascia a dir poco perplessi il silenzio del Rettore, sempre impegnato, invece, in tante iniziative di grande risalto mediatico. E’, anzi, inderogabile, a nostro parere, che il primo rappresentante dell’istituzione universitaria esprima un giudizio sulla questione, anche a tutela degli studenti di Farmacia che con sacrificio si laureano confidando nel riconoscimento degli studi fatti.
La roccaforte che il primo cittadino sta costruendo intorno alla posizione presa, difendendo il bando "al ribasso" e mistificando la protesta della categoria professionale per una mera azione politica, stride inoltre fortemente col resto dei contratti stipulati negli ultimi 3 anni. Sarebbe da chiedersi quindi perché un tale criterio debba essere applicato alla farmacia, e non a tutte le altre posizioni assunte a vario titolo dall'amministrazione con modalità ben differenti, che mai hanno tenuto conto della paga più bassa richiesta. Appare quindi ovvio a tutti, tranne al Sindaco, come il punto della questione non sia la politica, bensì la condizione e il valore delle categorie professionali, e l'imparitá del trattamento ad esse riservato nel comune di Camerino.
Dott.Andrea Caprodossi
Dott.ssa Annalisa Lebboroni
Salvati due giovani bikers tedeschi dispersi sul Conero
Nella tarda mattinata di oggi, a seguito di segnalazione pervenuta dalla Questura di Ancona alla Centrale Operativa del Corpo forestale dello Stato di Ancona, il personale della Stazione Forestale del Conero è intervenuto in un’azione di salvataggio di due ciclisti tedeschi, dispersi, impauriti e feriti.
La segnalazione è scaturita da alcune richieste di aiuto che pervenivano da una zona particolarmente impervia del Parco del Conero, udite da alcuni turisti, i quali hanno poi contattato le forze dell’ordine.
La pattuglia del Conero interveniva tempestivamente congiuntamente ad una Volante della Polizia di Stato della Questura di Ancona, e forte della capillare conoscenza del territorio e della sentieristica, si addentrava nella boscaglia intricata dove, dopo circa un’ora e mezza di ricerche riuscivano a trovare i ragazzi impauriti e feriti.
In particolare il ragazzo di 14 anni aveva una gamba che presentava alcune escoriazioni a causa di una caduta e graffi dovuti al passaggio nella vegetazione intricata.
I ragazzi, cittadini tedeschi in vacanza sul Conero, riferivano di aver imboccato il sentiero e di essersi trovati di fronte a numerosi salti di roccia, nei quali hanno rischiato anche di precipitare.
Il sentiero completamente abusivo denominato “sentiero matto”, conduce alla zona delle cave in Comune di Sirolo, è uno degli oltre 20 sentieri non autorizzati presenti nell’area del Parco, circondato da precipizi e passaggi molto pericolosi.
I forestali e gli agenti delle Volanti, dopo il pronto intervento hanno aiutato i due malcapitati, dotati di calzature non idonee, ad uscire dalla boscaglia, ed hanno chiamato i soccorsi per prestare le prime cure al giovane ferito.
"Cristiani non si nasce, bisogna diventarlo"
Con la celebrazione della Messa Crismale, in una cattedrale di Camerino gremita di giovani “cresimandi” provenienti dalle parrocchie della diocesi, l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha aperto i riti della Pasqua. Proprio ai ragazzi presenti, che “rappresentano le comunità da cui provengono”, mons. Brugnaro ha rivolto il suo primo saluto, invitandoli “in questo giorno particolare” a vivere un autentico, profondo momento di unità e di fraternità intorno al Signore Gesù.

“Cristiani non si nasce, ma bisogna diventarlo – ha continuato l'arcivescovo – lasciandosi istruire dallo Spirito Santo, che “istruì” Gesù sulla sua missione: essere a servizio del Padre e degli uomini suoi fratelli”.

Nel giorno in cui la Chiesa ricorda l'istituzione del sacerdozio l'arcivescovo Francesco Giovanni, rivolgendosi ai sacerdoti, li ha esortati a “riscoprire il Concilio Vaticano II”, secondo l'invito di papa Francesco, abbandonando, nello spirito di un'autentica “conversione ecclesiale” la logica del “si è sempre fatto così”, a mettere i laici nella condizione di partecipare attivamente alla vita e alla missione della Chiesa, “soprattutto se guardiamo le nostre forze di preti e il nostro numero”, ad aiutare tutti, soprattutto i giovani, “a coltivare la fede con la Parola di Dio”. “Non tiriamo in ballo giustificazioni (età, fatica, numero) – ha concluso mons. Brugnaro - che piuttosto che mettere in evidenza le reali nostre difficoltà rivelano che nel nostro animo s’è posata la polvere d’una certa stanchezza o disperazione che ingiustamente facciamo ricadere sulla Parola di Dio, sulla Chiesa, sui tempi, sulla ragione identitaria della nostra missione di preti. Mai: né perché vecchi, né perché ammalati, né perché pochi smetteremo di essere un riferimento di Cristo e a Cristo Salvatore nella sua Chiesa”. Momento particolare della celebrazione la benedizione dell'olio degli infermi, dell'olio dei catecumeni e del crisma, olio misto a profumo utilizzato per l'unzione nel Battesimo, nella Cresima e nell'Ordine Sacro, consegnati al termine del rito ai vicari foranei.

Infine, il ricordo degli anniversari di sacerdotali, dei sacerdoti infermi e dei sacerdoti che nel corso dell'anno “ci hanno lasciati per celebrare la liturgia nel Paradiso”.
Anniversari sacerdotali
10 Don Antonio Malagisi (14 maggio), Don Noel Capadngan (2 settembre),
P. Giacomo Rotunno, O.F.M. Cap. (16 dicembre)
15 Don Daniele Cogoni (26 maggio)
20 Don Bruno Bua (13 luglio)
30 P. Igino Ciabattoni (25 febbraio)
40 P. Gianni Pioli (25 settembre)
45 P. Mario Riccitelli (14 marzo), Abate Luigi Rottini (27 marzo), Don Gilberto Spurio (14 agosto).
50 Mons. Luigi Verolini, Secondo Orazi, Ottaviano Tordini (19 marzo)
Don Sauro Venanzoni (3 luglio),
Card. Edoardo Menichelli (3 luglio)
p. Tommaso Bellesi, O.F.M. Cap. (23 ottobre).
55 p. Giovanni M. Leonardi, O.F.M. Cap.,
Don Pacifico Marinà (29 giugno),
Don Nazzareno Binanti (3 luglio), Don Candido Pelosi (13 agosto),
P. Michael Joseph Farrell (20 agosto).
60 p. Giuseppe Concetti, O.F.M. (29 giugno),
Don Umberto Silla (15 agosto).
65 Don Lino Valeri (29 giugno)
70 Don Luigi Angeloni (29 giugno).
Sacerdoti infermi
Don Lino Valeri, Don Umberto Silla, Don Raimondo Monti, Don Luigi Silenzi, Don Alberto Crovetti, Don Franco Altobelli, Don Ulderico De Ales, Don Egidio De Luca, Don Ermenegildo Cicconi, Don Giuseppe Giaché, Don Luigi Pistoni, Don Giovanni Traversi.
Defunti dell’anno
Don Pietro Furiassi (25 maggio 2015), Don Cesare Grasselli (23 agosto 2015), Don Luigi Cardarelli (17 novembre 2015).
Incantano i concerti della Gioventù Musicale di Camerino
Ennesimo applaudito concerto della Gioventù Musicale di Camerino, domenica 20 marzo presso il salone delle feste del settecentesco palazzo Strada-Parisani, oggi Morosi.
Ospite della 46^ Stagione Concertistica Simone Vallerotonda, straordinario interprete del più raffinato barocco filologico, che ha regalato al numeroso pubblico presente un recital solistico di tiorba e chitarra spagnola centrato sulla meravigliosa stagione del ‘600 europeo.
Presente in sala anche un critico di “Amadeus”, la maggiore rivista di musica classica in Italia, che ha voluto recensire la serata camerte con il seguente articolo:
Nel florilegio di allegorie e scene mitologiche del Palazzo Strada-Parisani, la chitarra spagnuola e la tiorba di Simone Vallerotonda hanno accompagnato gli ascoltatori del recital del 20 marzo 2016, alla sorprendente scoperta del barocco strumentale. Lo splendore tardo seicentesco dei decori e degli affreschi della sala delle feste, aperta per la prima volta al pubblico dall’attuale proprietario del palazzo, Carlo Morosi, ha rappresentato la scenografia ideale per un affascinante percorso in un repertorio segnato da luci e ombre, di cui il musicista ha introdotto, con semplicità e chiarezza, le caratteristiche e le varianti stilistiche e geografiche.
Se le opere di Robert de Visée, il tiorbista del Re Sole autore della celebre Villanelle e delle pièces dal Manuscript Vaudry de Saizenay, sembrano evocare l’intimità delle stanze private del sovrano, la produzione spagnola di Santiago de Murcia rivela, nella sua vitalità, la propria matrice popolare; tra i suoi brani, esemplari sono infatti Cumbées ‒ ispirato ai ritmi africani degli schiavi traportati nel Nuovo Mondo ‒ e Tarantelas, entrambi tratti dal Códice Saldívar, ritrovato a Città del Messico.
L’esecuzione delle passacaglie del bolognese Angelo Michele Bartolotti e del maestro di Robert de Visée, ovvero quel Francesco Corbetta autore de La Guitarre Royale dedicata a Luigi XIV, oltre che della precedente raccolta Varii scherzi di sonata per la chitara spagnola, hanno rivelato altri aspetti peculiari della produzione chitarristica italiana del XVII secolo. In tali opere, la concezione degli accordi come colori armonici era strettamente legata al cosiddetto alfabeto falso, alter ego dell’alfabeto ordinario, ovvero di quel sistema notazionale in cui le lettere corrispondevano agli accordi, “sporcato” da acciaccature e note estranee.
Completato dalle musiche di Hieronimus Kapsberger (dal Libro IV d’intavolatura di chitarone), Ferdinando Valdambrini e Antonio de Santa Cruz, l’appassionante «viaggio tra sensi e intelletto, tra immaginazione e ragione, tra carne e spirito», è stato infine interrotto da una breve, significativa incursione nella contemporaneità: l’elegante Sarabande di Francis Poulenc, primo acclamato bis del concerto, eseguita però con la chitarra barocca, quasi ad evidenziare il fascino senza tempo di uno strumento, dal timbro brillante e chiaro, complementare rispetto a quello più grave e solenne della tiorba.
Cimentandosi con entrambi gli strumenti, Simone Vallerotonda si è quindi confermato come strumentista virtuoso e interprete sensibile e raffinato. Attento studioso della prassi esecutiva e dell’universo musicale barocco, è stato in grado di restituire lo stupore e la meraviglia che animavano il musicista seicentesco, la sua «continua tensione verso l’infinito, l’informe, l’inesauribile», a cui giungere «con mezzi “umani” che aprono squarci al “divino”».
Prossimo appuntamento con i concerti della Gioventù Musicale domenica 3 aprile, alle ore 17:45 presso la sala consiliare del palazzo comunale, con il Quartetto d'archi van Kuijk.

